Molte donne operate al seno non sono spesso informate di alcuni diritti previsti dalle normative della Unione Europea …….

 

ESENZIONE DAL TICKET

I malati di cancro in quanto tali hanno diritto alla totale esenzione del pagamento del ticket per farmaci, visite ed esami appropriati per la cura del tumore da cui sono affetti e dalle eventuali complicanze, per la riabilitazione e la prevenzione degli ulteriori aggravamenti (D.M. Sanità 329/1999).
La domanda di esenzione deve essere presentata alla propria ASL di competenza, allegando -Codice fiscale -tessera sanitaria -documentazione medica relativa specialistica relativa al trattamento del tumore che attesti la malattia. Il codice di esenzione è 0.58.

 DIRITTO AL LAVORO

  1. Assunzione e trasferimenti Se la paziente non ha un lavoro, l’accertamento dell’invalidità civile è utile ai fini di una futura assunzione poiché per la L.68/1999, le imprese e gli enti pubblici, hanno l’obbligo di assumere gli individui che hanno una invalidità superiore al 46% iscritti nelle liste speciali di collocamento obbligatorio, inoltre tale riconoscimento dà diritto di scelta, ove possibile, al trasferimento nella sede di lavoro più vicina al proprio domicilio.

  2. Permessi di lavoro Secondo quanto stabilito stabilito dalle leggi 104/1992 e 53/2000 e dai D.D.L.L. 509/1988 e 15172001, ottenuto il riconoscimento di invalidità la paziente può usufruire di permessi lavorativi per le cure e la stessa facoltà è concessa al familiare che l’assiste. L’art.33 della Legge 104/1992 dispone questa concessione : – 2 ore giornaliere oppure 3 giorni mensili – per il familiare che l’assiste 3 giorni mensili La domanda va consegnata al datore di lavoro.

  3. Rapporto di lavoro a tempo parziale. L’articolo 46 ,lett.t,D.L. 10/09/03 n.76 riconosce ai malati di tumore in grado di lavorare, ma che preferiscono ridurre l’orario senza rinunciare all’impiego, il diritto di ottenere la trasformazione del del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, con riduzione proporzionale dello stipendio sino a che le condizioni generali non consentiranno di riprendere il normale orario di lavoro.

 

 PRESTAZIONI ASSISTENZIALI  (pensione di invalidità)

A seconda del tipo di invalidità riconosciuta, si hanno i seguenti diritti:

  1.  Pensione di inabilità e assegno di invalidità civile
    Si applicano le tabelle ministeriali di valutazioni (D.M.S. 5/2/92) con tre possibili classi di assegnazione percentuale:
    - 11% in caso di malattia a prognosi favorevole e modesta compromissione funzionale
    - 70% con prognosi favorevole ma grave compromissione funzionale
    - 100% malattia con prognosi infausta o probabilmente sfavorevole nonostante la asportazione del tumore.
    Rientra in questa categoria anche un interessamento linfonodale importante con invalidità del 100% con riserva di revisione a 5 anni, mentre in presenza di un interessamento metastatico ha diritto ad una assegnazione del 100% senza revisione.
    Revisione a 5 anni : la percentuale può essere modificata mentre un eventuale aggravamento può essere riconosciuto presentando adeguata documentazione attestante il peggioramento della patologia di base. La domanda di riconoscimento dell’invalidità va presentata presso l’ufficio invalidi dell’ASL di zona alla quale si deve allegare:
    - il certificato anagrafico
    - il certificato medico del medico di base e dell’oncologo che ha in cura la paziente nel quale si attesti la natura invalidante della malattia e la documentazione clinica inerente alla patologia invalidante.
    La commissione medico legale deve fissare, entro 3 mesi dalla presentazione della domanda, la data della visita. L’intero iter deve durare al massimo 9 mesi dalla presentazione della domanda.
    Se la commissione medico-legale dell’ASL non riconosce lo stato di invalidità, il ricorso può essere presentato da un proprio legale presso il Tribunale di appartenenza territoriale entro 6 mesi dalla data di ricevimento dell’esito sfavorevole.

  2. Indennità di accompagnamento
    Se la malattia crea problemi di deambulazione o di mancanza di autonomia nello svolgimento delle normali attività della vita quotidiana (alimentarsi, igiene personale, vestizione) si può richiedere il riconoscimento della indennità di accompagnamento (L.18/1980; D.L. 509/1988). Una recente sentenza (n7179/2003 e 10212/2004) ha affermato che detta indennità può essere concessa anche a malati in fase terminale.
    La domanda va inoltrata all’ufficio invalidi civili dell’ASL di competenza allegando:
    -  certificato anagrafico
    - certificato medico che deve portare la dicitura “Persona impossibilitata a deambulare senza l’aiuto Permanente di un accompagnatore” oppure “persona che necessita di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita”.
    I tempi ed il percorso da seguire sono i medesimi del mancato riconoscimento dell’invalidità. L’importo dell’assegno è di 443,83 euro mensili.

ATTENZIONE

Dal 1 gennaio 2010 cambia la procedura per la domanda di invalidità civile:
la domanda va presentata in via telematica da medici che ne abbiano chiesto l’abilitazione Vai alla circolare INPS nr 131 del 28.12.09

http://www.medico-legale.it/Resources/INPS_Circ_131_281209_invalidita_civile.pdf 
con le spiegazioni del caso.

PRESTAZIONI SANITARIE PRESSO CENTRI DI ALTISSIMA SPECIALIZZAZIONE ALL’ESTERO

L’assistenza presso questi centri è consentita per prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione non ottenibili in Italia in maniera adeguata e tempestiva.
Si può avere una assistenza DIRETTA (le prestazioni sono pagate dall’ASL e rimane a carico della paziente solo l’eventuale ticket sanitario applicato nel paese del centro specializzato che si prende cura della paziente) o INDIRETTA, cioè le prestazioni sanitarie sono a carico della paziente, che ha diritto ad un rimborso parziale.
La domanda viene presentata all’ASL e richiede la seguente documentazione: -certificato medico specialistico che illustra la impossibilità di ricevere trattamenti adeguati e tempestivi in Italia
-  indicazione nello stesso certificato dell sede prescelta
- documentazione richiesta eventualmente dalla Regione di appartenenza L’ASL deve trasmettere entro 3 giorni dal ricevimento della domanda al centro regionale di riferimento competente che a sua volta è tenuto a comunicare una sua risposta all’ASL entro 7 giorni.
In caso di risposta positiva l’ASL rilascerà il modello E 112 e una autorizzazione.
Nel caso di assistenza indiretta i rimborsi consistono in:
- 80% spese a carattere sanitario sia in strutture pubbliche che private
- 80% del biglietto ferroviario o aereo per il paziente ( e accompagnatore in caso di paziente minorenne o non autosufficiente)
- 40% spese per prestazioni erogate da personale che opera presso la struttura estera come libero professionista
- Spese di soggiorno non rimborsabili ad eccezione per pazienti portatori di handicap e loro accompagnatori.
In caso di parere negativo si può presentare ricorso entro 15 giorni al Direttore generale dell’Asl o in sede giudiziaria al Tar.
Dicembre 2009
- (Fonte Senologia Pratica-Ed.Minerva Medica –Torino 2007)

 

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