ultima revisione: giugno 2008


MIGLIORARE CON IL MOVIMENTO

La riabilitazione motoria per le pazienti che hanno subito una operazione al seno rappresenta un importante momento rieducativo per un completo recupero funzionale e per la prevenzione di possibili complicanze, come il linfedema (o gonfiore del braccio). 

Il braccio del lato operato deve essere protetto, almeno nei primi mesi.
Evitare di portare pesi e non infilare mai il braccio nel manico di una borsa; evitare piccole ferite o traumi ripetuti, che possono facilitare le infezioni; usare sempre guanti di gomma per i lavori in cucina o in giardino; disinfettare bene piccole ferite o punture di insetto; evitare punture endovenose o prelievi di sangue. 

PREVENZIONE DEL LINFEDEMA:

Le donne operate al seno per l’asportazione di un tumore e che hanno anche subito l’asportazione dei linfonodi ascellari (svuotamento del cavo ascellare) possono andare incontro ad una complicazione, che può insorgere dopo alcune settimane o alcuni mesi o tardivamente dopo anni, che viene definita come “sindrome del braccio grosso” (o linfedema).
Il linfedema si manifesta con un ingrossamento del braccio, dovuto al ristagno della linfa, e che interessa gradualmente tutto il braccio, mano compresa.
Questa eventualità non deve essere sottovalutata perché colpisce circa il 15-25 % delle donne operate se non viene curata al primo insorgere dei sintomi.
Se la donna operata attua tutte le procedure della prevenzione la percentuale delle complicazioni scende al di sotto del 10 %.
La sintomatologia è semplice da riconoscere perché oltre al gonfiore del braccio dal lato in cui è stato eseguito l’intervento, comporta una limitazione del movimento.
La sintomatologia NON deve essere trascurata perché, in assenza di provvedimenti, può portare ad una fibrosi che a sua volta può evolvere verso una forma di edema irreversibile.

Altri sintomi:

* senso di tensione e di calore
* dolore
* riduzione della motilità
* cute sottile, traslucida, tesa, arrossata (se c’è infiammazione)
* infiammazione dei vasi linfatici
* alterata percezione degli stimoli sensitivi alle mani
* in caso di infezioni batteriche o da funghi: vescicole, bolle, fissurazioni della pelle.

TERAPIA FARMACOLOGICA:
la cura a base di farmaci ha lo scopo di:

* favorire il drenaggio dei liquidi e delle proteine
* curare eventuali complicazioni infiammatorie
* evitare che l’edema diventi fibrotico e quindi irreversibile.

E quindi i farmaci che possono essere prescritti dal medico dopo una accurata valutazione dei sintomi sono:

* gli antibiotici e gli antinfiammatori che hanno lo scopo di trattare le eventuali
   complicazioni come la linfangite.
* gli anticoagulanti che bloccano il processo di coagulazione e sono utili nella
   prevenzione e nel trattamento delle trombosi profonde.
   L’obiettivo è quello di fluidificare il sangue per facilitare la circolazione. * fluidificanti o antiaggreganti che impediscono il processo di aggregazione delle    piastrine a livello del microcircolo cutaneo.
   Anche in questo caso lo scopo è di facilitare la circolazione fluidificando il sangue. 

  •  Terapia fisica: linfodrenaggio manuale, bendaggio e presso terapia quando vi è
     l’indicazione.
  • Terapia conservativa: guanto elastico o manicotto secondo il tipo di linfedema. 

    CONSIGLI PER LE PAZIENTI: 

     1) Tenere la pelle idratata con creme idratanti e neutre.

     2) Non portare anelli o braccialetti nell’arto operato.

     3) Usare borotalco o prodotti naturali per evitare il prurito della pelle a contatto
         con i guanti o tessuti vari.

     4) Non usare detersivi a contatto diretto con la pelle perché possono provocare
         dermatiti e possono complicarsi in linfangite.

     5) Non usare reggiseno troppo stretto né sulle coste né sulle spalle.
         La spallina del reggiseno deve essere larga ed eventualmente prevedere una
         protezione soffice tra spallina e cute della spalla.
         La cute su cui appoggia la spallina non dovrebbe arrossarsi e non dovrebbe
         presentare nessun segno di depressione che indica un blocco del drenaggio
         linfatico.

     6) In caso di lavori che obbligano il braccio a stare molte ore piegato o forzato
         (esempio scrivere a lungo) intervallare il lavoro con piccole pause di ginnastica.

     7) Bere da 1 a 2 litri di acqua al giorno (anche tè, tisane..) evitando bibite gasate
         o alcoliche.

     8) Evitare fonti di calore troppo elevate sul braccio come forni, sabbiature e per
         lungo tempo ferri da stiro pesanti e/o a vapore.
         Durante le giornate calde e assolate indossare camicie leggere (cotone indiano
         o garza di cotone) a maniche lunghe e larghe di colore chiaro o bianco.
         L’esposizione al sole è permessa, purchè graduale e non durante le ore di maggior
         calura.

     9) Bagnarsi al mare e nuotare fa bene. 

    10) Se ipertesi va controllata la pressione arteriosa, ma NON nell’ arto operato
         bensì da quello controlaterale.

    11) Controllare il peso poiché il grasso si deposita maggiormente nel braccio dove
         c’è deficit circolatorio e quindi in quello operato.
         Utile quindi ridurre i grassi animali, spezie, insaccati, gelatine, alcolici…

    12) Per depilare l’arto conviene utilizzare il rasoio elettrico.
         Cerette e creme depilatorie sono vivamente sconsigliate.

    13) Come già ricordato, NO AI PRELIEVI DI SANGUE ALL’ARTO OPERATO.
        
    14) Attenzione ai traumi, che possono provocare infezioni.
         Particolare attenzione alle infezioni micotiche cioè da funghi, specialmente
         alla “Tinea” che si manifesta con chiazze cutanee arrossate e desquamanti.
         Se vengono utilizzati guanti di gomma occorre spruzzarli all’interno con una
         polvere antifungina.

    17) Evitare di tagliare le cuticole delle unghie durante la manicure e in ogni caso
         occorre disinfettarsi accuratamente le mani.

    18) Se dovesse succedere durante una febbre influenzale o dopo un trauma locale
         di vedere il braccio diventare improvvisamente rosso, caldo, dolente, lucido,
         non c’è di che allarmarsi, ma è importante instaurare subito una terapia
         antibiotica e antinfiammatoria.
    (Da un articolo su “Seno salvo“)

 

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